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TESTO:
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PROPULSIONE ARTISTICA SOLIDALE R.A.O.
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Domenica 8.11.2009, dalle ore 10,00 alle 18,00, verrà presentata a Sulbiate (MB), Via Madre Laura, 1, presso la sala della PRO-LOCO (posta sotto la Biblioteca Comunale) una piccola mostra di quadri, a entrata libera, appartenenti alla nuova sinergia artistica denominata R.A.O. (acronimo di: “REALITY ART OPEN”). Nell’occasione della festa della vittoria, verrà presentato in anteprima nazionale la prima cryptoscultura pittorica R.A.O. dedicata alle Forze Armate al servizio della pace nel mondo
La mostra promossa dall’Associazione F.A.S.T.I. in collaborazione con la Pro-loco di Sulbiate si propone di suggerire un nuovo modo di creare lavori, con opere multidisciplinari, realizzate da più artisti (per evidenziare lo spirito di solidarietà di cui è intrisa questa sinergia d’arti). Nel caso specifico il tema della “Vittoria” viene interpretato in particolare dall’opera dal titolo “Armi, non (X) la guerra” realizzata a 4 mani dal Maestro Ennio Bencini e dal Creativo Massimo Colangelo. Tale opera è una crypto(s)cultura pittorica, perché è sia una scultura sia un quadro che fa emergere una cultura dai significati “nascosti” (cryptos), ad esempio nel quadro si trova un quadrato magico di 3 parole palindrome/antipodo in inglese, dai vari significati (anche simbolici) a seconda del senso di lettura:
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W | A | R NO WAR RAW WON NOW X RAN PAX
O |PAX| A
N | O | W NO ALLA GUERRA CRUDA, VINTA ORA, (X “mezzo”) DELLA PACE PERCORSA
I principi della propulsione artistica solidale R.A.O.:
1) l’attinenza con la realtà, almeno come spunto;
2) l’interrelazione tra chi crea l’opera e chi è oggetto dell’usufruizione della stessa, che nella fattispecie avrà il potere di influire in tutto o in parte sull’atto creativo e/o sull’oggetto del creato;
3) lo stimolo alla creatività che coinvolge l’utente finale a diventare lui stesso parte, continuatore o innovatore dell’opera;
4) la solidarietà e lo scambio dei ruoli;
5) la multimedialità dell’opera che deve sempre coinvolgere più discipline artistiche (arte qui intesa in senso lato);
6) l’aspetto magico o simbolico o fantastico (questo aspetto sembra in apparente contrasto con gli altri requisiti, ma così non è, perché nella realtà c’è sempre un aspetto magico, anche se spesso occulto ai più). Inoltre in uno stile aperto, l’importante è che lo spunto di partenza sia reale, ma nulla vieta che l’onirico s’intrecci con il reale, come faceva Fellini, in quanto anch’esso è parte dell’uomo. Ciò permetterà di uscire da schemi fissi e di lasciare aperta una porta su sviluppi futuri.
Si avrà un’opera “RAO” (o “RAM” acronimo di Reality Art Magic), se almeno 3 dei 6 requisiti suggeriti, saranno rispettati.
Comunicato stampa: I TEMPLARI IN BRIANZA
Giovedì 19.11.2009, alle ore 21,00, c/o la sala conferenze della Biblioteca Comunale di Vimercate (MB), Piazza Unità D’Italia, 2/g, ci sarà l’incontro, ad ingresso libero, promosso dall’associazione F.A.S.T.I., con Michelangelo Magnus, uno degli autori del romanzo: “IL TESORO PIÙ NASCOSTO - (Alla riscoperta del feminino sacro)”, nell’occasione si parlerà delle tracce lasciate dai Templari a Vimercate e Monza e sarà possibile visitare l’esposizione di alcuni quadri inerenti la storia, realizzati dallo scrittore.
“Il tesoro più nascosto” è un REALITY BOOK OPEN ed è il sequel di: “La Macchina del tempo e la ricerca della Menorah”, il romanzo che narrava gli eventi che portarono alla scoperta, da parte di Padre Pellegrino Ernetti del cronovisore, ovvero di una macchina inventata negli anni cinquanta del novecento che permetteva di ascoltare e vedere gli avvenimenti passati.
Entrambi i romanzi editi da “Sulla rotta del Sole - Giordano Editore S.r.l.”, sono in realtà dei libri-game che propongono una caccia la tesoro su scala internazionale, in cui per decifrare gli enigmi occorrono delle chiavi di lettura inserite nei due romanzi, incentrati su misteri, profezie e simbolismi.
Entrando nel dettaglio dell’ultimo libro recentemente pubblicato, questo si presenta, secondo la stessa definizione datane dagli autori, come un “rosaggio epico”, ovvero un opera che, si propone come un romanzo, ma, allo stesso tempo, per le notizie che fornisce in appendice, è pure un saggio, con alcuni capitoli dedicati alle leggende e alle fiabe.
Pur presentandosi sotto la forma di storia fantastica, l’opera è supportata da numerosi approfondimenti storici e scientifici (riportati in appendice, per non interrompere la narrazione).
Gli autori precisano che affinchè il lettore possa avere qualche probabilità di risolvere gli enigmi diffusi nella trama dei due racconti (il primo ambientato nel 1984 e l’attuale, nel 2012), li deve possedere materialmente entrambi, perchè è solo grazie ai vari supporti che troverà nei racconti che si potrà districare per seguire il percorso dettato dai ventuno indizi (più quello di partenza), per arrivare all’obbiettivo. Il numero degli indizi non è casuale, ma segue, al pari dei capitoli del libro, il percorso iniziatico proposto dagli arcani maggiori dei tarocchi.
Al di là dell’invenzione di inserire un gioco nell’ambito di un libro, la storia si presenta dal punto di vista letterario, a metà strada tra il romanzo d’avventura esoterico, il thriller psicologico e il romanzo storico, con qualche divagazione, almeno in apparenza, fantastica e conferisce al lettore la possibilità di leggere il romanzo saltando alcuni capitoli o, in alternativa, di approfondirli in appendice, con finale a scelta tra più possibilità, con uno di questi, aperto.
Questo romanzo in particolare è dedicato alle donne e alla riscoperta del “feminino sacro”.
Nella trama gli autori cercano sopratutto di rivalutare le figure degli emarginati della società e delle minoranze nella fattispecie: omosessuali, lesbiche, zingari ed ebrei, cercando di far conoscere usi e costumi di questi gruppi sociali, il tutto condito, come si è detto, da numerose divagazioni erotiche colorate da un pizzico d’ironia, che pur non scadendo mai nella volgarità, rendono tuttavia tale libro consigliabile ad un solo pubblico adulto.
Il romanzo è in parte ambientato a Vimercate e in Brianza e durante la serata verranno illustrati alcuni misteri inerenti tali luoghi, a cominciare dalla Chiesa di Santo Stefano di Vimercate, di chiara origine templare e del “bafometto” ivi raffigurato sulla facciata anteriore.
LA PROPULSIONE ARTISTICA SOLIDALE R.A.O.
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Giovedì 10.12.2009, alle ore 21,00, verrà presentato a Vimercate (MB), Piazza Unità D’Italia, 2/g, presso L’Auditorium della Biblioteca Comunale (entrata libera), il nuovo manifesto artistico denominato R.A.O. (acronimo di: “REALITY ART OPEN”), unitamente ai principi ispiratori. Nell’occasione sarà possibile visitare una piccola mostra di quadri R.A.O.
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I principi della propulsione artistica solidale R.A.O.:
1) l’attinenza con la realtà, almeno come spunto;
2) l’interrelazione tra chi crea l’opera e chi è oggetto dell’usufruizione della stessa, che nella fattispecie avrà il potere di influire in tutto o in parte sull’atto creativo e/o sull’oggetto del creato;
3) lo stimolo alla creatività che coinvolge l’utente finale a diventare lui stesso parte, continuatore o innovatore dell’opera;
4) la solidarietà e lo scambio dei ruoli;
5) la multimedialità dell’opera che deve sempre coinvolgere più discipline artistiche (arte qui intesa in senso lato);
6) l’aspetto magico o simbolico o fantastico (questo aspetto sembra in apparente contrasto con gli altri requisiti, ma così non è, perché nella realtà c’è sempre un aspetto magico, anche se spesso occulto ai più). Inoltre in uno stile aperto, l’importante è che lo spunto di partenza sia reale, ma nulla vieta che l’onirico s’intrecci con il reale, come faceva Fellini, in quanto anch’esso è parte dell’uomo. Ciò permetterà di uscire da schemi fissi e di lasciare aperta una porta su sviluppi futuri.
Si avrà un’opera “RAO” (o “RAM” acronimo di Reality Art Magic), se almeno 3 dei 6 requisiti suggeriti, saranno rispettati.
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